domenica 27 gennaio 2013
Ciaspole in Abetina Reale
Una tersa giornata di gennaio, tanta neve, un angolo incantato d'appennino e 8 ciaspole in azione...
domenica 13 gennaio 2013
PGF sulla neve 2013
La tradizione del weekend sulla neve PGF si perpetua ogni anno uguale, ma ogni anno diversa.
Anche quest'anno sono stati tanti gli amici che hanno condiviso con noi sci e passeggiate in quel di Canazei. Volti conosciuti e volti nuovi, ma anche volti che non abbiamo visto ma che contiamo di rivedere in altre occasioni.
La giornata di sabato sotto un cielo terso e un clima rigido è trascorsa un po' sulle piste da sci, un po' passeggiando lungo la valle del Contrin, meta irrinunciabile e sempre apprezzata.
Alla domenica il tempo non promette niente di buono, cosa che si rivela però la premessa di una bella giornata nella quale tutto il gruppo si ritrova unito per un'escursione in Val San Nicolò e Valle dei Monzoni. Nessuno, o quasi, infatti ha voglia di andare a sciare sotto la neve che cade.
Abbiamo anche scoperto che la baita "tipicissima", come riporta un cartello lungo il sentiero, è in effetti del tutto originale: Baita Monzoni o anche "da Nello". L'oste che si fa chiamare Nello, ma pare non sia il suo vero nome, è persona molto originale così come l'ambiente all'interno dell'angusta ma caratteristica baita. Usciamo sazi e contenti per la scelta.
Per chiudere in bellezza discesa con gara di slittino.
Tutte le foto dell'uscita qui: Foto uscita Canazei 2013
Appuntamento al 2014!!!
Anche quest'anno sono stati tanti gli amici che hanno condiviso con noi sci e passeggiate in quel di Canazei. Volti conosciuti e volti nuovi, ma anche volti che non abbiamo visto ma che contiamo di rivedere in altre occasioni.
La giornata di sabato sotto un cielo terso e un clima rigido è trascorsa un po' sulle piste da sci, un po' passeggiando lungo la valle del Contrin, meta irrinunciabile e sempre apprezzata.
Alla domenica il tempo non promette niente di buono, cosa che si rivela però la premessa di una bella giornata nella quale tutto il gruppo si ritrova unito per un'escursione in Val San Nicolò e Valle dei Monzoni. Nessuno, o quasi, infatti ha voglia di andare a sciare sotto la neve che cade.
Abbiamo anche scoperto che la baita "tipicissima", come riporta un cartello lungo il sentiero, è in effetti del tutto originale: Baita Monzoni o anche "da Nello". L'oste che si fa chiamare Nello, ma pare non sia il suo vero nome, è persona molto originale così come l'ambiente all'interno dell'angusta ma caratteristica baita. Usciamo sazi e contenti per la scelta.
Per chiudere in bellezza discesa con gara di slittino.
Appuntamento al 2014!!!
domenica 6 gennaio 2013
Un Saltello al Passo
Avendo ciccato l'uscita di capodanno, chi di dovere perdonerà il super-pacco, questa è la prima gita del 2013.
Io e il Frenk partiamo per un classico Rondinaio con le ciaspole, a pochi km da Sant'Anna Pelago però ci chiediamo: perchè affrontare sempre la rassicurante vecchia via quando ne esistono delle nuove? Fermiamo quindi la macchina nei pressi degli impianti di risalita delle piste da sci e iniziamo a salire verso il crinale per l'adiacente sentiero.
Niente neve in paese, troppo caldo. Poi neve marcia nel bosco e più su finalmente neve farinosa.
In poco arriviamo alla Bassa del Saltello, passo famoso per la considerevole quantità di cartucce da fucile che uomini armati lasciano per terra nel corso delle loro frequenti esibizioni, portassero almeno via l'immondizia....
Uno spettacolare mare di nebbia sovrasta il grande mare d'acqua sottostante, alcune isole fanno capolino nel limpido orizzonte.
Proseguiamo fino al Colle delle Vacche sullo 00, poi imbocchiamo il sentiero 551 e 549 per la lunga discesa fino a Ponte Sant'Anna.
Un bel giro di 6 ore per esplorare una zona in parte sconosciuta.
Buon 2013 everybody!!!
Io e il Frenk partiamo per un classico Rondinaio con le ciaspole, a pochi km da Sant'Anna Pelago però ci chiediamo: perchè affrontare sempre la rassicurante vecchia via quando ne esistono delle nuove? Fermiamo quindi la macchina nei pressi degli impianti di risalita delle piste da sci e iniziamo a salire verso il crinale per l'adiacente sentiero.
Niente neve in paese, troppo caldo. Poi neve marcia nel bosco e più su finalmente neve farinosa.
In poco arriviamo alla Bassa del Saltello, passo famoso per la considerevole quantità di cartucce da fucile che uomini armati lasciano per terra nel corso delle loro frequenti esibizioni, portassero almeno via l'immondizia....
Uno spettacolare mare di nebbia sovrasta il grande mare d'acqua sottostante, alcune isole fanno capolino nel limpido orizzonte.
Proseguiamo fino al Colle delle Vacche sullo 00, poi imbocchiamo il sentiero 551 e 549 per la lunga discesa fino a Ponte Sant'Anna.
Un bel giro di 6 ore per esplorare una zona in parte sconosciuta.
Buon 2013 everybody!!!
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| Innevamento sotto al crinale |
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| Monte Romecchio - Mare di nubi |
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| Monte Romecchio - Panorama |
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| Sotto alle cime di Romecchio |
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| Guado di fortuna |
sabato 29 dicembre 2012
Lago Cavo e Lagaccione
L'anno è agli sgoccioli, la neve pure. Fa caldo e s'è sciolta.
Una gita tardo autunnale però si può fare.
Passo Centocroci e la ducale Via Vandelli sono la mia meta. Qui parcheggio la macchina e m'incammino per il comodo 579. Dopo qualche km giro a dx su per il 573, passo il Lago Cavo e salgo il crinale passando per Monte Rovinoso e Monte S.Andrea. Giunto al Lagaccione, sotto l'Alpe Sigola, torno giù verso la Via Vandelli seguendo il 571. Alla Fabbrica mi ristoro all'abbondante e antica fonte prima di rimettermi in cammino verso la macchina.
Passo Centocroci e la ducale Via Vandelli sono la mia meta. Qui parcheggio la macchina e m'incammino per il comodo 579. Dopo qualche km giro a dx su per il 573, passo il Lago Cavo e salgo il crinale passando per Monte Rovinoso e Monte S.Andrea. Giunto al Lagaccione, sotto l'Alpe Sigola, torno giù verso la Via Vandelli seguendo il 571. Alla Fabbrica mi ristoro all'abbondante e antica fonte prima di rimettermi in cammino verso la macchina.
giovedì 22 novembre 2012
Monte Ventasso - I colori dell'autunno
Era la classica domenica "divano&camino" ... bisognava essere in astinenza da mesi per decidere di svegliarsi e salire sui nostri appennini avvolti da una coperta grigia e bagnata ... ebbene, lo eravamo tutti!
Siamo saliti in fretta al Ventasso lasciando la macchina in località Nismozza seguendo i cartelli dell'Ecomaratona, passando dal rifugio Maddalena.
In vetta l'aria era immobile, nuvole sotto ai nostri piedi e nuvole sopra alle nostre teste, eravamo dentro ad un sandwich d'autunno, che bei colori!
Siamo rientrati di corsa (se vai in montagna con il meddi una corsetta è obbligatoria! :o) passando dal lago Calamone, un gioiellino dei nostri appennini; poco più in basso Robbi e la Stefi avevano allestito un super ristoro con formaggio salame lambrusco e frutta! ... che spettacolo, grazie ancora!
Una giornata semplice, in puro stile Frassati, fatta di gioia, amicizia, natura, e contemplazione.
mercoledì 17 ottobre 2012
sabato 15 settembre 2012
Bocchette Alte
Da molto desideravamo affrontare la regina delle ferrate d'alta quota, difficile però compenetrare giusto periodo, buone condizioni meteo e disponibilità di tempo.
L'occasione buona arriva inaspettata con pochi giorni di preavviso. Partiamo in tre alla volta di Madonna di Campiglio (1550 mt).
Giunti al pomeriggio del sabato all'imbocco della strada forestale per il rifugio Vallesinella, dove avremmo voluto parcheggiare la macchina, la brutta notizia: parcheggio pieno. Ah, niente. Zaini in spalla e un'ora di cammino in più all'andata e un'altra al ritorno, tutto su asfalto. Superato il Vallesinella (1515 mt) ci inerpichiamo per sentiero boschivo verso il rifugio Casinei (1825 mt) e qui giunti giriamo a sx verso il rifugio Tuckett (2272 mt) dove pernotteremo.
Tempo totale 2 ore, pedalando...
Al mattino di buon'ora ci alziamo e con nostro rammarico le montagne sono avvolte nella nebbia. Niente paura ci consola il gestore, più tardi la nebbia andrà giù verso valle. Ci fidiamo e partiamo.
Affrontiamo il canale del Tuckett e il nevaio finale, ghiacciato, per precauzione indossiamo i ramponi.
Arrivati alla Bocca del Tuckett, giriamo a dx e aggrediamo la ferrata, per primi, ottimo.
Le nebbie sono scese come aveva detto il gestore e formano un mare sotto i nostri piedi, noi avanziamo tra traversi, scale, torri e spianate. Il punto più alto della ferrata (3020 mt) si raggiunge nella prima parte dell'escursione, sotto la parete sud di Cima Brenta.
La ferrata vera e propria finisce alla Vedretta degli Sfulmini, da cui per ripide roccette arriviamo al rifugio Alimonta (2580 mt) per una birra ristoratrice dopo circa 6 ore di cavi e moschettoni. Un'oretta di riposo dopodichè scendiamo al rifugio Brentei (2182 mt) con la sua caratteristica chiesetta e da qui ritorniamo al Casinei, Vallesinella e infine Madonna di Campiglio.
Una nota di colore: più o meno a 2/3 della ferrata incontriamo una coppia in tenuta da skyrunner, senza alcuna attrezzatura da ferrata, che compie l'escursione in senso contrario. Si vede bene che vanno di fretta, li re-incontreremo al bivio del rifugio Casinei, avendo fatto tutto il giro contrario in meno della metà del tempo totale che abbiamo impiegato noi, bene...
L'occasione buona arriva inaspettata con pochi giorni di preavviso. Partiamo in tre alla volta di Madonna di Campiglio (1550 mt).
Giunti al pomeriggio del sabato all'imbocco della strada forestale per il rifugio Vallesinella, dove avremmo voluto parcheggiare la macchina, la brutta notizia: parcheggio pieno. Ah, niente. Zaini in spalla e un'ora di cammino in più all'andata e un'altra al ritorno, tutto su asfalto. Superato il Vallesinella (1515 mt) ci inerpichiamo per sentiero boschivo verso il rifugio Casinei (1825 mt) e qui giunti giriamo a sx verso il rifugio Tuckett (2272 mt) dove pernotteremo.
Tempo totale 2 ore, pedalando...
Al mattino di buon'ora ci alziamo e con nostro rammarico le montagne sono avvolte nella nebbia. Niente paura ci consola il gestore, più tardi la nebbia andrà giù verso valle. Ci fidiamo e partiamo.
Affrontiamo il canale del Tuckett e il nevaio finale, ghiacciato, per precauzione indossiamo i ramponi.
Arrivati alla Bocca del Tuckett, giriamo a dx e aggrediamo la ferrata, per primi, ottimo.
Le nebbie sono scese come aveva detto il gestore e formano un mare sotto i nostri piedi, noi avanziamo tra traversi, scale, torri e spianate. Il punto più alto della ferrata (3020 mt) si raggiunge nella prima parte dell'escursione, sotto la parete sud di Cima Brenta.
La ferrata vera e propria finisce alla Vedretta degli Sfulmini, da cui per ripide roccette arriviamo al rifugio Alimonta (2580 mt) per una birra ristoratrice dopo circa 6 ore di cavi e moschettoni. Un'oretta di riposo dopodichè scendiamo al rifugio Brentei (2182 mt) con la sua caratteristica chiesetta e da qui ritorniamo al Casinei, Vallesinella e infine Madonna di Campiglio.
Una nota di colore: più o meno a 2/3 della ferrata incontriamo una coppia in tenuta da skyrunner, senza alcuna attrezzatura da ferrata, che compie l'escursione in senso contrario. Si vede bene che vanno di fretta, li re-incontreremo al bivio del rifugio Casinei, avendo fatto tutto il giro contrario in meno della metà del tempo totale che abbiamo impiegato noi, bene...















